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Il mondo del sociale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 10 Ottobre 2008 11:12
Il mondo del Sociale, del volontariato e del professionismo include un insieme di valori e orientamenti largamente condivisi dalla società e dall’opinione pubblica, come libertà, democrazia, salvaguardia dei diritti civili ponendo particolare attenzione a quelle fasce disagiate della popolazione.
Ogni realtà ha un proprio cuore, ed anche in una medesima città, ogni singola espressione di impegno sociale e di volontariato mantengono ben salda la strategia della libertà e della propria peculiare originalità.
Gente senza padroni almeno in questa esperienza così libera e liberatoria.
La disattenzione cronica dello Stato verso le crescenti categorie deboli in Italia, avrebbero visto una vera e propria strage di innocenti se questa armata del gratuito volontariato e del privato sociale non avesse sempre egregiamente funzionato. Riprova ne è la mancanza di un programma che almeno minimamente articoli qualche pensiero che non sia banale e retorico in difesa ed aiuto delle tante povertà della nostra società e ancor più sconfortante è l’assenza di programmi politici seri che siano destinati specificatamente al sociale ed alle sue urgenti necessità.
Alla base di tutto vediamo, dunque, minori in grave difficoltà, bambini che soffrono, anziani indigenti, giovani coppie nell’impossibilità di progettare un futuro in autonomia, pensionati nell’impossibilità di arrivare alla fine del mese con serenità e accanto a questi problemi troviamo una sempre più crescente incompetenza della sanità capace di arrivare alla portata di tutti e la particolare disattenzione verso queste critiche realtà.
Il mondo del sociale è quindi paragonabile ad una vera e propria Impresa, poiché ha un interlocutore debole, e ha bisogno che si rinforzi… perchè in realtà il “bisogno” è estremamente grande.

Ognuno di noi prefigge per la propria vita un lavoro che sia in grado di soddisfare al meglio le nostre esigenze, principalmente economiche; concetto per la maggior parte delle volte, specie tra i giovani, tramandato dal pensiero tradizionale della famiglia.
E’ proprio nel momento in cui si viene a comprendere l’immenso Valore del Lavoro nel Sociale che cambiano radicalmente le aspettative.
Il ”lavoro” nel Sociale è concepito in un’altra prospettiva che include sempre la stessa dignità di tutti gli altri, ma che presenta diverse leggi, richiedendo però competenze maggiori.
Il primo concetto, di fondamentale importanza, è comprendere “per chi lavori”. Si parte, dunque, dal presupposto che l’incarico che si assume all’interno del mondo del sociale è basato sui “BISOGNI DEGLI ALTRI, quindi sull’UOMO. Chi lavora nel sociale rappresenta un insieme di persone dirette verso gli stessi obiettivi: si parte dagli altri, poiché il nostro operato deve essere utile prima a soddisfare i bisogni degli altri, per poi giungere anche ad una soddisfazione di noi stessi.

Il secondo concetto serve per comprendere il valore del lavoro che svolgiamo.
Dalle parole di kierkegaard : “Un’opera non è tale, non può esistere se nessuno ha il coraggio di dire io”. Bisogna farsi avanti, bisogna mettere in gioco il proprio “io” e la propria libertà, poiché il tempo che abbiamo non è nostro, ma deve essere dedicato principalmente per gli altri. Tutto deve essere costruito da sé. Si parte da zero, si rischia, si lotta per perseguire gli obiettivi prefissati, poiché il punto non si limita al guadagno o al non guadagno, il punto è ognuno di noi.
Bisogna orientare l’evoluzione del sistema convinti del “valore” dell’esperienza che facciamo”.
Il nostro fare è prezioso più di quanto possiamo immaginare.

Il terzo punto da chiarire per comprendere l’esperienza del Terzo Settore è concepire il lavoro non-profit come un VENDERSI per gli altri e non un vendere. Per questo chi lavora in questo campo dice: “…lavoro e respiro…”.
Quando si è certi che lo scopo che abbiamo è GRANDE, tutto è GRANDE, anche il minimo dettaglio, il minimo particolare diventa GRANDE. Ogni piccolo nostro operato è immenso per chi lo riceve, anche se, superficialmente parlando, potrebbe sembrare poco o addirittura “niente”.
Magari inizialmente ci si sente frustrati, o per uno sviluppo troppo lento del proprio operare, per esempio quando un progetto non va a buon fine, o per la mancanza di persone che dedicano attenzione a queste problematiche sociali, allora si pensa di aver perso tempo, di aver girato intorno ad un qualcosa che alla fine non è nato.
In realtà non è così. Questa è solo una fase iniziale da attraversare con tenacia, poiché da questo si parte per arrivare ad alti livelli, da questo possiamo acquisire la consapevolezza che tutto deve essere sudato, proprio per avere la capacità di “piegarci” alle situazioni che giornalmente ci si presenteranno in futuro.
Questa è un’altra qualità che il professionista che lavora nel mondo del sociale deve possedere: la capacità di piegarsi alla realtà, il sentire il bisogno d’amore della persona che si ha di fronte e contemporaneamente dare, dare e ancora dare…
Dare tutte quelle attenzioni che persone che stanno nel bisogno meritano.

Possiamo affermare quindi che l’esperienza nel Mondo del Sociale è il “principio che realizza se stessi e la propria vita”.
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 10 Ottobre 2008 11:22 )