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Scritto da Administrator   
Venerdì 10 Ottobre 2008 11:10

L’ANZIANO ED IL SUO RAPPORTO CON L’ALIMENTAZIONE: MALATTIE; COMPLICANZE; GESTIONE QUOTIDIANA; ASSISTENZA.


Ogni anziano percorre la strada della vecchiaia ad una velocità diversa, a volte il declino può essere accelerato da numerosi fattori: salute, ambiente, emozioni, abitudini, livello di vita.
Diverso è anche il rapporto che l’anziano ha con l’alimentazione; spesso si riscontrano due tendenze opposte: una di eccessiva permissività con conseguenti abusi alimentari causati dal desiderio di migliorare le proprie insoddisfazioni psicoemotive. A questa superalimentazione possono associarsi disturbi di diversa natura come l’obesità, ipertensione, alterazione della composizione del sangue ecc…
Sul versante opposto abbiamo una tendenza restrittiva alla quale consegue un pericoloso impoverimento dell’organismo; spesso la sua dieta è poco dispendiosa e monotona, povera di proteine, vitamine e sali minerali, si riduce a pasti di facile preparazione come pane e latte o alla preparazione di grandi quantitativi di cibi come le minestre da riscaldare e consumare in parecchi giorni con la conseguente perdita degli elementi nutritivi. Questo causa la sostituzione del tessuto muscolare con quello adiposo.
Tra le maggiori cause di questa tendenza riscontriamo i problemi economici che l’anziano subisce; sappiamo che la pensione sociale ti permette appena di sopravvivere e con quei pochi soldi non deve solo mangiare ma pagare anche le bollette e far fronte ad ogni imprevisto.
Mentre tra le cause di ordine psicologico citiamo la depressione esistenziale che spesso consegue a lutti, al cambiamento di ruolo e alla paura della vecchiaia.


Malattie e complicanze

Questi due eccessi causano squilibri nutrizionali che possono portare all’insorgere di malattie, tra queste:
Il diabete che è una malattia caratterizzata da valori elevati della glicemia, cioè la concentrazione di zucchero nel sangue che nel soggetto normale oscilla tra 80 e 120 mg/dl. Essi sono controllati da alcuni ormoni tra cui l’insulina prodotta dal pancreas indispensabile per l’utilizzazione dello zucchero da parte delle cellule. I sintomi sono una maggiore emissione di urina e quindi sete. A lungo andare il diabete può danneggiare alcuni organi tra cui l’occhio, il rene, il cuore, il cervello.
Quindi per il diabetico è necessaria una buona dieta che mantenga il peso corporeo e riduca anche il livello di colesterolo e dei trigliceridi nel sangue che sono aumentati.
Un buon regime dietetico deve tener conto del fabbisogno calorico individuale che varia in rapporto all’età, sesso, peso corporeo e attività fisica.
E’ inoltre importante effettuare pasti piccoli e frequenti aggiungendo ai pasti classici colazione, pranzo e cena due o tre spuntini intermedi. La dieta giornaliera deve essere varia limitando la quantità di amidi, usando pane integrale, si preferisce la frutta agro-dolce che ha solo il 10% di zuccheri come le mele, pere, albicocche, agrumi, escludendo la frutta secca come le castagne ,noci ricche di olio.alla pasta e al riso, meglio sostituire le patate.
Come citato sopra il diabete provoca l’aumento di colesterolo nel sangue, la ipercolesterolemia, questa può essere causata da vari fattori tra cui una alimentazione errata. Infatti il colesterolo assunto con la dieta viene trasportato al fegato attraverso il sangue tramite grosse molecole di lipoproteine, queste e altre sostanze vengono trasformate in parte in lipidi e lipoproteine a bassa densità, ma un eccesso di questi grassi rappresenta un fattore di rischio poiché si deposita nei vasi sanguigni e può provocare l’alterosclerosi, nonché ictus e trombosi.
Si possono riscontrare anche affezioni epatiche; il fegato è il magazzino di ricambio soprattutto delle sostanze proteiche e zuccherine, è il depuratore delle tossine e il regolatore dell’acido urico, delle urine e dello zucchero. Quindi bisogna proteggere il fegato eliminando i grassi specie se di origine animale, abbondare in carboidrati,vitamina tipo B.

ASSISTENZA DOMICILIARE NEL CAMPO DELLA’ALIMENTAZIONE
Gestione quotidiana e assistenza

Il ruolo dell’assistente domiciliare nel campo pratico della nutrizione dell’anziano è grande perché deve sorvegliare la regolarità dei pasti; l’assunzione dei liquidi necessari; le verdure e le carni scegliendo le più digeribili. Bisogna evitare diete generalizzate, tenendo conto delle abitudini alimentari, lo stile di vita, il luogo d’origine, sarà quindi opportuno includere alcuni piatti tipici del suo paese. Si potrà continuare l’uso degli aromi a cui la persona è abituata, ma si dovranno evitare o ridurre l’uso di spezie per il loro effetto irritante sulle mucose dello stomaco e dell’intestino. Per quanto riguarda il vino piccole quantità non sono dannose nei pasti principali, anzi sembra avere un effetto protettivo e preventivo di molti disturbi vascolari.
Bisogna moderare l’uso di tè e caffè quest’ultimo meglio decaffeinato.
Importante è il bisogno di amidi da cui si ottiene la crusca per combattere la stitichezza che va evitata per i pericolosi sforzi di evacuazione.
Il pesce dovrebbe essere preferito alla carne. Il consumo di proteine contenute nella carne dovrebbe essere regolato.
E’ consigliabile rendere partecipe l’anziano nella scelta della dieta
Per la somministrazione di cibi come pesce, uova, frutta e carne è necessario l’intervento dell’assistente domiciliare; il pesce per eliminare le lische, le uova per il guscio se bollite, la carne per farla a pezzi e la frutta per togliere la buccia.
Quando l’anziano fosse incapace di alimentarsi da solo bisogna tenere presente alcune norme come:
non avere fretta lasciandolo mangiare con calma
l’ora del pasto deve essere preparato nella serenità
se non hanno denti o difficoltà a masticare bisogna tagliare i cibi in piccoli pezzi per digerirli meglio.
Al cieco il cibo bisogna metterlo nel piatto sempre allo stesso modo e comunicandogli cosa hanno davanti.
Se un anziano è allettato bisogna preparargli il vassoio per il piatto, quando bisogna somministrargli l’alimento o la medicina bisogna sollevargli il torace.
Nel caso di una deglutizione difficile il cibo va frullato e succhiato con una cannuccia.
I frullati vengono utilizzati anche per i portatori di sonda che vanno incoraggiati.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 13 Ottobre 2008 19:11 )
 
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